Non è solamente un bellissimo brano conosciuto da tutti,tangueri e non, ma è la parola che per me meglio racchiude l’essenza di ballare il tango liberamente…
Dove per liberamente si può intendere…liberi di mixare i passi a seconda della propria
fantasia….liberi di ballare seguendo il ritmo o la melodia…liberi di lasciarsi andare oppure no (ma è meglio lasciarsi andare…),o semplicemente liberi di ballare o restare a guardare…
Il modo in cui adesso voglio intendere la libertà del tango è legato ai luoghi in cui lo balliamo o a quelli in cui sogniamo di ballarlo..
Da tempo è diventata un’abitudine costante dei tangueri organizzare le cosiddette “milongas clandestine” nei posti più caratteristici della città….ed ho potuto piacevolmente constatare che
questo accade anche in altre città d’Italia,sicuramente,ma credo anche del Mondo.
Questo sottolinea quanto il tango riesca ad unire in lungo e in largo tutti i tangueri, facendo sì che anche lo straniero si senta un po’ come nella “propria milonga”(come a casa…)
Per esempio ci tengo a ringraziare Giacomo per averci dato la possibilità di vivere liberamente il nostro tango organizzando la milonga del martedì al porticciolo dell’Acquasanta.
Per i tanti che ci sono stati è impossibile dimenticare lo splendido panorama che ci accoglieva ogni volta…da un lato le casette che si affacciano sul porto, dall’altro Villa Igea interamente illuminata…ed a volte uno spicchio di luna che adornava un panorama già di per sé incantevole…
In una delle ultime volte ho anche notato il suono delle scarpe che strisciavano sul pavimento…da questo leggero rumore,che faceva da sottofondo costante ai brani.si percepiva l’intensità di emozioni che ognuno lasciava andare attraverso i piedi…credo che questo sia il vero suono del tango…
Questo inverno invece avevamo l’abitudine di incontrarci sotto i portici in centro…lì tra i turisti che si fermavano incuriositi e le macchine di passaggio che rallentavano per dare una sbirciatina…sembrava quasi di fermare il tempo e annullare lo spazio…era come rubare un pezzo di notte e un pezzo di città…
Ma il tango si può ballare davvero ovunque??
Io credo proprio di sì…quando senti quel fremito che nasce da dentro e si espande a tutto il corpo…è solamente il tango che ti guida e non ti importa dove sei,che ora è,chi ti guarda….
La recente esperienza vissuta a Siracusa ha rafforzato in me questa convinzione…la magia del solarium dove il contrasto di emozioni era davvero forte…il sole sulla pelle,il mare davanti agli occhi e nelle orecchie misto alle note del tango e l’abbraccio tanguero che sembrava ancora più caldo e avvolgente…
Ma l’emozione più forte l’ho provata ballando sulla spiaggia a piedi nudi e ancor di più sulla battigia dove l’acqua dolcemente bagnava le caviglie ed un’intensa sensazione saliva dal basso verso l’alto…incredibilmente bello…
L’ultima emozione che voglio raccontarvi è legata ad un semplice lettore mp3 e a due auricolari…solo la musica tra di noi…e in un attimo le pareti di una stanza svaniscono e ti senti trasportato in una dimensione dove non esiste spazio e non esiste tempo…l’unico tempo era scandito dalle note del brano che stavamo ascoltando…non ci sono parole…questa è la magia del tango…
Il mio invito,cari tangueri,è rivolto a raccogliere i vostri commenti sul vostro modo di vivere liberamente il tango…raccontatemi le vostre esperienze vissute e quelle che magari avreste voglia di vivere…e chissà che la magia del tango non riesca anche in questo…
Ps.per i tanti,almeno spero,tangueri non palermitani che visitano il nostro sito,raccontateci le vostre milongas clandestine…è bello scambiarsi emozioni…
mi siete mancati tantissimo….mareluna
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Marzo 2007:
dopo un panino-kebab improvvisato a seguito di una estenuante lezione a palazzo,uno di noi a tavola..(il solito ke propone cose fattibili,ma stravaganti) chiede se ce la facciamo e se abbiamo lo spirito giusto per andare a fare 2 tanghi improvvisati al chiaro di luna al porticciolo dell’Acquasanta(proprio alla fine del molo dove x ora si è ballato il martedi’ da giacomo)
Ebbene si, questo è l’inizio che pochi conoscono del tango libero..ballato x strada…quel mitico inverno 2006-2007 in cui si è VERAMENTE respirato e vissuto il tango
..stanchi ma con l’adrenalina addosso noi 6 decidemmo di non farci spaventare dal gelo di marzo,dalla salsedine del mare,dalla stanchezza post lezione e dal fatto che non avevamo nulla se non una macchina con stereo,2 o piu’ cd di tango,4 birre prese da tantillo e LA VOGLIA DI SPERIMENTARE
pensavamo di esser matti…perchè non si era mai ballato x strada prima..in quelle condizioni soprattutto..e con sciarpe,piumini,stivali e riscaldati solo dai nostri abbracci ballammo tutta la notte, in silenzio..al chiaro di luna sotto le stelle
li..tutto ebbe inizio
li seguirono i tanghi a piazza marina,a piazzale ungheria,a piazza piliteama e oggi nuovamente al porticciolo..
Quando sentii del tango da giacomo,non avevo ben intuito dove fosse..
appena capii che era il FAMOSO NOSTRO POSTO ..ci guardammo tra noi,sorridemmo..sapendo cosa fosse successo quella notte di un anno fa ,le amicizie nate,le confidenze,gli amori vissuti,finiti e altri fortificati da quella notte..
arrivammo il martedi da giacomo…e li tutta quella gente ke ballava..
ma guardai bene il molo.. il nostro posto era li,oltre il cancello,oltre tutti i tangueri.oltre la rete..gli ultimi metri del molo..hanno chiuso il nostro spazio,non potremo piu’ballare li,nessuno ballerà piu’ in quei pochi metri..e forse c’è un perchè…
il nostro perchè!!
un saluto a quei 5 tangueri che leggendo sorrideranno..
ecco IL LIBERTANGO