Meno di quarantotto ore… sono tornata dal Catania Tango Festival 2008 da meno di quarantotto ore e le emozioni continuano ad accavallarsi dentro di me… non mi abbandonano un attimo…

È la terza edizione a cui partecipo ma mai come quest’anno sono stata presa da questo vortice di sensazioni: il piacere di una bella tanda coronata da un baciamano tenero e galante, il batticuore di un abbraccio speciale, l’incanto di una esibizione che trasuda passione, la stanchezza e l’attenzione che ore di lezione richiedono (e la gioia al termine), la commozione per un’esecuzione di Oblivion che cementa un’amicizia, le battute a raffica e le risate, la complicità tra donne che hanno saputo scegliersi, lo stupore della scoperta di amicizie nuove e dell’evolversi di quelle già vive che si confermano forti…
É stato un festival da “femminazze”: il rito di tre donne che per ore provano abiti e trucchi e pettinature e scarpe e profumi, in un vortice di femminilità… il desiderio irrefrenabile di un paio di scarpe nuove, belle, sexy, eleganti… lo shopping in via Etnea e le confidenze a oltranza… la sintonia totale che solo le donne sanno regalarsi (o negarsi, in altri casi) con immediatezza…
e un djset tutto rosa, due musicalizadore fantastiche e un fan club di donne che le ha sostenute, dividendo con loro gioie e ansie…
Abbiamo dormito poco ma ci siamo riposate grazie ai sorrisi… abbiamo mangiato poco ma ci siamo saziate di tango… è stata un’altalena continua che mi ha lasciata sospesa fra la gioia e la stanchezza, fra la voglia di tornare a casa e il desiderio di ripartire immediatamente per Catania…
E poi c’è stata questa Catania, vista a tutte le ore… con gli occhi assonnati dell’alba e l’entusiasmo di un tramonto che volge ad una lunga notte di tango… vissuta poco ma quel tanto che basta per lasciarsi stupire dal fuoco che senti scorrere in questa città… sarà il caldo, sarà il nero che vedi ovunque, sarà l’aria che si respira ma ho sentito il fuoco…
Grazie a Catania, grazie ad Angelo e a tutti quelli che con lui ci hanno regalato questa nuova edizione di un festival rilassato e rilassante, grazie alle amiche di sempre - Rosarossa e Nanù – e a quelle nuove – Otrotango, Lulamiao, Scarlett – con cui ho diviso queste emozioni, grazie ai nuovi amici catanesi – Giannicola, Giuseppe, Michele e tanti altri – cavalieri gentili e disponibili, grazie a quei calabresi deliziosi di Paolo e Monica, grazie a tutti quelli che hanno vissuto questi giorni con questo stesso spirito…
Le foto sono di Giannicola e MicMac
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Amore grandioso a prima vista! Questo c’è stato tra noi donne del CTF 2008 (ma solo quelle della foto, intendiamoci!). In barba alle invidie di donnine insicure e represse, noi ci siamo “addivertite” alla grande, godendo della nostra reciproca compagnia senza nemmeno l’ombra della gelosia e della competizione che di solito serpeggiano sotterranee nelle amicizie femminili. Finalmente una bella boccata di aria fresca e pulita, che ha spazzato via il tedio e il rammarico di incontri con persone deludenti e in fondo inconsistenti.
Da Messinese trapiantata a Catania, condivido tutte le sensazioni che hai provato muovendoti tra i suoi labirinti di pietra bianca e viali di lava nera, tra gli “adornos” del suo Barocco e la generosità della sua cucina, tra la trasparenza delle sue albe e il pastoso calore dei suoi tramonti.
E che profumi di Sicilia s’innalzano tutto intorno.
Si sente che l’amo?
Grazie a te, RosaRossa, OT, Lula, Anna per esserci state!
Ci rivediamo a Settembre per lo stage con la “coppia meravigliosa”!
Catania regala come ognii anno mille emozioni..e noi palermitani siamo sempre in tanti,e tutti compatti..indipendenti ma uniti,responsabili,ma un po’fuori di testa..sempre pronti ad ESSERCI.
Stesso gruppo non si cambia,anzi ben venuti ai nuovi…abbiamo occupato metà albergo…
ora ci aspetta un festival internazionale..istanbul arriveremo anche li!!!
Oblivion: Stefania, se solo avessi parole per descriverlo…!
Forse quelle parole, allora, sarebbero capaci di descrivere anche il modo in cui ho assistito a quella esibizione magica sulla musica di Gallo ciego… ero lì in apnea … strozzata dalla meraviglia e dall’emozione …
E’ stato bello riscoprire Catania, la granita di gelsi (Dio mio da quanto non ne mangiavo una così), il fare tardi la notte e ridursi catatonici fino a mezzogiorno, il profumo del tango (perchè giuro che per me ha un profumo ed anche un sapore), l’amore di un abbraccio, la tensione per le amiche musicalizadoras … ed è stato bello scoprire che, vecchi o nuovi che siano, gli amici (e le amiche soprattutto) rimangono la più grande delle emozioni che il CTF ci ha lasciato.
Grazie a tutti (e a tutto) per questimeravigliosi regali !
Scarlet, ti aspettiamo a Palermo!
E’ bello vedere come si può vivere lo stesso evento in modi totalmente diversi…. Io ( e i miei compagni di viaggio) siamo arrivati soltanto il sabato post ferragosto ed abbiamo invece ricevuto delle impressioni non del tutto positive…. L’ospitalità dei catanesi (e delle catanesi) praticamente assente e in più c’era un aria quasi di sufficienza nei confronti dello “straniero” confermato da una serie, per noi del tutto nuova, di rifiuti a ballare neanche ben nascosti (o di un grazie dopo un tango…) ed anzi…. Altra conferma la poca disponibilità a confrontarsi …. addirittura un “indigeno” si è permesso di invitare una nostra tanguera palermitana ed a metà tango le ha detto “balli da poco vero? Da due giorni? Beh, anche se ho poca pazienza finiamo questo brano…..
Ritengo che essere dei bravi tangueri non esima dall’essere educati!
E vabbè, si vede che Catania e il suo Festival faranno volentieri a meno di me…
Sono felice di avere avuto il piacere di conoscervi dal vivo e di trascorrere piacevoli momenti di tango e divertimento durante questa lunga settimana di festival, l’essenza del tango abbatte quelle barriere che sovente vengono innalzate a causa di superficiali e scontati pregiudizi campanilistici. Per me è stato un enorme piacere poter ballare finalemente con le bravissime tanghere parlermitane (Valentina I e II, Stefania, Adriana,Paola, Melenita.. spero di nn aver dimenticato nessuna).. mi spiace che qualcuno sia rimasto deluso contrariamente a tutti i commenti che ho letto in precedenza, ma come è stato ben detto spesso gli eventi si vivono in maniera diversa, l’importante nn fare di tutta l’erba un fascio. A presto .. e grazie ancora alla comunità tanghera palermitana per aver contribuito a rendere + numeroso e + vivo il CTF. un abbraccio tanghero… Giannicola
GRAZIE a tutte e tutti voi, anche per me (nonostante gli impegni extra per il pupo che ovviamente pretende il suo tempo ma è stato bravissimo) questo festival è stato magico, soprattutto per le vecchie e nuove amicizie con voi.
vi abbraccio forte, masculi e fimmine
GIANNICOLA…. guarda che melenita è un’altra!!!!! Io sono solo Lulamiao, o Deborah
un bacione
Grazie.
Ecco il mio post potrebbe terminare qua. Però magari 2 righe in più che mi spiego forse è meglio scriverle …
Ho partecipato ogni anno al CTF ed ogni anno (e lo ripeto sempre a tutti, non è una novità) sono stata bene. Sempre bella l’atmosfera, serena e complice, bella l’organizzazione (a proposito, CaminitoTango è stata insignita di un importante riconoscimento da parte dell’Academia del Tango di Buenos Aires, non lo dimentichiamo..) e bella la gente del CTF.
Ma mai come quest’anno sono stata partecipe (e non solo per aver musicalizzato insieme a Lulamiao), mai come quest’anno mi sono sentita “vicina” a Catania ed al “suo” tango e ne ho condiviso sensazioni e sorrisi.
E se così è stato, devo ringraziare na poco di fimmine (Lulita, Scarlett, Anna e le mie straordinarie compagne di viaggio) e di masculi (dai “vecchi” amici Palermitani ai “nuovi” amici Catanesi) che hanno scandito i giorni di questa intensa settimana tanguera.
Grazie di cuore
Lulita… in contemporanea anche qua??? ehhhh troppo feeling! Baci a tuttiiiii
Sono contento per coloro che hanno vissuto alla grande il festival, ma quanto detto da Ivan2 è sacrosanto. Sono stato testimone oculare della maleducazione di alcuni personaggi che farebbero bene a misurare bene le parole prima di pronunciarle. A parte la magnifica cormìnice di Catania e di alcuni partecipanti, il festival ha conosciuto diversi cambiamenti di programma e anche molti maestri sono stati a dir poco deludenti. Molto meglio il festival di Siracusa sotto questo punto di vista. In consolle, devo dire, che la musica scelta è stata ottima. Giovanni
Leggendo i vostri commenti mi rendo conto di essermi perso qualcosa di veramente bello, il ctf 08, da anni (2003) era stato il mio riferimento estivo per le vacanze. Qust’anno pero’ ho preferito fare qualcosa di diverso di egualmente gratificante e rilassante con la mia fidanzata, ho scelto la Calabria ( che non e’ da meno) ma quel qualcosa di particolare che emana il CTF non lo trovi da nessuna parte del pianeta………sara’ per il prossimo anno in attesa andremo alle milonghe e balleremo balleremo……….. e aspetteremo il CTF09. Saluti a tuttii miei amici tangueri!!
Anche se è stata la mia prima esperienza al CTF (pratico tango da soli 5/6 mesi) volevo comunque dare le mie impressioni. La prima cosa che ho notato, devo purtroppo dire, è stata l’invisibilità degli organizzatori. Potrebbe anche essere una scelta voluta, ma mi sono trovato più volte nella difficoltà di capire a chi potermi rivolgere per informazioni. Un evento così importante forse meriterebbe una visibilità maggiore sia nella coerenza della comunicazione visiva, erano davvero poche le indicazioni e la segnaletica nei vari luoghi degli eventi, che nell’accoglienza. Come detto da un amico con più esperienza di me, forse si conta troppo sulla buona volontà dei tangueri. Insomma il CTF, come evento in generale, mi è sembrato un po’ abbandonato a se stesso. Ciò però non ha per fortuna levato nulla al piacere dell’esperienza. La milonga fino all’alba è stata emozionante, così come altri momenti del festival. Poco frequentata la pratica sulla terrazza delle 18 alla playa, peccato perché la cornice meritava davvero. Dei maestri, tenendo conto della mia scarsa esperienza, posso dire che sono rimasto un po’ deluso. Mi riferisco soprattutto alle esibizioni (e mi permetto di dirlo visto che il biglietto d’ingresso costava 20 euro). A parte una coppia che più che tango mi è parso acrobatica, gli altri mi son sembrati davvero poco emozionanti, ad eccezione di Pablo RODRIGUEZ y Noelia HURTADO (con i quali ho anche scelto di fare una lezione). A conti fatti, ero in vacanza e passavo da quelle parti, l’esperienza è stata tutto sommato positiva, ma un po’ deludente.
A nome del comitato organizzatore del CTF2008 ringrazio tutti gli intervenuti all’edizione appena trascorsa del Festival. Fa piacere che il giudizio complessivo sul Festival sia positivo; vogliamo però lavorare per cercare di correggere anche gli aspetti che possono essere migliorabili per cui sarebbe gradito un vs commento su questo blog (che seguiremo assieme ad altri che si stanno occupandio dello stesso argomento) o alla nostra mail (caminitotango@hotmail.com) per esprimere lo vostra opinione su:
1) cosa vi ha favorevolmente impressionato/colpito del CTF2008
2) cosa è andato bene ma potrebbe andare meglio nel futuro CTF
3) cosa è necessario cambiare radicalmente del CTF2008
4) cosa sarebbe necessario introdurre ex novo per migliorare il CTF
Vi saremo grati dei suggerimenti che vorrete darci per rendere l’evento sempre più fruibile e oggetto di una vacanza indimenticabile!
Abbiamo, infatti, da sempre voluto che il Festival si basasse in modo naturale sul continuo flusso di emozioni che il tango come ballo e come cultura evoca, suscita,rielabora. Da qui la scelta dei Maestri (tutti di stili diversi, dal Salòn Villa Urquiza di Pablo & Noelia ai “nuovi innesti” di Gustavo e Gisela). Questo perchè, secondo noi, in “ogni tango” (o in ogni “idea di tango”) convivono sempre un frammento di storia di Buenos Aires, con i suoi quartieri, i suoi personaggi, le sue solitudini e l’intero universo di una passione assoluta.
Attraverso le musiche di Piazzolla ma anche di Villoldo, Pugliese, Garzòn e Bardi proposte da musicalizadores storici (Felix) e moderni (tutti gli altri) il Festival cerca, infatti, di “raccontare” le sensazioni provenienti da una città (la Bs As di ieri e di oggi) che nel tango trova un punto di riferimento e un patrimonio nel quale riconoscersi.
Le milonghe sotto la luna di Catania, gli shows nella cornice del barocco di Piazza Dante e sulla pista della “Plaza” del Lido Azzurro, le discussioni su stili e orchestre, le riflessioni sui modi personali di interpretazione del tango scaturiite durante gli stage e negli intervalli degli stessi alle Ciminiere, sono aree di interesse comuni che svelano i luoghi, i personaggi e i protagonisti che ancora oggi cantano “le cose che muovono gli uomini”.
Speriamo di essere riusciti a farvi trascorrere nove giorni di relax e spensieratezza e mi piace concludere questo mio post con un pensiero del mio Maestro di Tango (e non solo di tango) Luis Castro che in suo testo definisce la milongo come “quel luogo magico di incontri dove non si è più soli perchè qui le persone si riuniscono e si relazionano tra di loro avendo in comune il tango, dove il tempo trascorso è in qualche modo sottratto alla realtà, non è più spietato (nel senso heideggeriano) come quello che ci giochiamo quotidianamente sul tavolo dei valori di scambio, quello che attraversiamo il più in fretta possibile per sbarazzarci dell’idea stessa del suo peso e del suo senso.”
Se siamo riusciti a realizzare una porzione di questo pensiero allora siamo riusciti nell’ottenere il principale obiettivo del CTF2008.
Vi aspettiamo sempre più numerosi al CTF2009 (dall’8 al 16 agosto 2009) !!
Mi dispiace aver letto dei commenti negativi sul festival appena concluso, soprattutto quelli mirati all’organizzazione, perchè vi posso assicurare che tanto impegno e tanti sacrifici sono stati adoperati da parte di tutto lo staff per assicurare a tutti una settimana all’altezza delle aspettative. Vorrà dire che faremo meglio il prossimo anno…
Un abbraccio tanguero particolare, alla mia compagna di voleos palermitana Stefania, alle bravissime lulamiao ed adriana, che non mi hanno voluto svelare i loro segreti professionali, a Valentina ed Anna che si sono pure prestate a farsi fotografare…
spero di rivedervi presto.
Ritengo utile spiegare meglio il concetto di “deludente” che ho utilizzato forse in modo troppo perentorio.
Intanto sgombriamo il campo dal dubbio, se mai c’è stato, che gli organizzatori non abbiano dato il massimo. Le persone dello staff con cui ho avuto il piacere di parlare sono state sempre cordiali, gentilissime e pronte ad assecondare anche le richieste più diverse. Il problema che ho incontrato è che non mi sono mai sentito “all’interno” di un festival.
Per coinvolgere in un evento sia i visitatori che i praticanti gli strumenti esistono e si possono notare in qualsiasi manifestazione di un certo spessore, che sia festival del cinema, del libro, di danza, o la sagra del tartufo. Questi, oltre alla presenza fisica dello staff e dei servizi offerti, sono gli strumenti d’immagine e soprattutto di comunicazione.
Ad esempio, per un forestiero arrivare in un luogo sconosciuto fuori città e non trovare un manifesto coerente del festival, non capire da dove si entra né da dove prendere per rientrare in città, non è una cosa che aiuta. Neanche al Lido Azzurro, dove le attività erano diverse, c’era qualcosa che ricordasse di essere all’interno di un festival, non parlava del festival nemmeno la fascetta che dava diritto all’ingresso il giorno di ferragosto. Ora il punto è che il CTF per come me lo immaginavo, e nei numeri so che lo è, rappresenta uno dei maggiori eventi di tango in Sicilia, e per me non trovare una corrispondenza tra l’importanza dell’evento e la comunicazione dell’evento stesso, che dovrebbe accompagnare ogni attività, è deludente.
Altro è invece il commento che ho fatto sui maestri, quella era un’opinione probabilmente di scarso valore, proprio per la mia poca esperienza di tango. Magari non sono stato in grado di godere della qualità delle esibizioni non avendo gli strumenti culturali per farlo.
Il post di Angelo è ammirevole, esprime passione vera per il tango e per il lavoro fatto. Mi auguro però che questa mia critica possa far riflettere su uno degli aspetti di un festival che comunque è già un grande evento, non serve ribadirlo.
Quindi, onore e merito a quanti l’hanno reso possibile e a tutti quelli che fanno qualcosa per il tango nella nostra isola, dove, come tutti sappiamo, ogni impresa appare impossibile fin quando non è compiuta.
Io credo che qualsiasi critica positiva o negativa che sia (l’importante che sia costruttiva) fa sempre bene e permette sempre di migliorare per il futuro; quindi apprezzo molto Victovi per la sincerita’ e la chiarezza esposta; ben vengano altri suggerimenti e commenti, non faranno altro che dare ulteriori spunti per migliorare in futuro. Grazie
Io mi associo a Victovi per quanto riguarda la scelta dei maestri del festival. Fatte salve le mie personali eccezioni, Joe e Lucila, dopo i miei tre anni di CTF mi sembra arrivato il momento di “svecchiare” un pò la rosa dei maestri. Sono sicuramenti tutti disponibili, simpatici e bravi nel loro genere, ma credo che ci sia di meglio nel panorama internazionale e per quello che costa fare una lezione o vedere un’esibizione durante un festival, mi piacerebbe avere l’opportunità di avvicinarmi ad altri nomi del tango come Torelli, Naveira, Frumboli, Rodriguez, Balmaceda, etc.
L’organizzazione del CTF ha dimostrato quest’anno come gli altri di essere una macchina efficiente, ma comprendo Victovi quando dice che mancavano indicazioni più rappresentative della presenza del festival. Per esempio dei banchetti informativi alle milonghe. Dettagli che sono comunque facilmente rimediabili.
La scelta di cambiare i luoghi di milonga, dal lido grotta smeralda ai portali e alla terrazza del lido azzurro, è stata sicuramente felice e direi quasi obbligatoria.
Al prossimo anno.
Confermo quanto scritto più su e sono d’accordo con Victovi e Ivan2. Inoltre vi dico che ci sarebbe anche il problema delle date. Avete notato che la coincidenza dell’evento con la settimana del Ferragosto è deleteria?
Mancano gli stranieri e tanti italiani dal nord (cosa che invece si vedeva a Siracusa perchè in quella occasione i forestieri venivano allettati dal fatto che a giugno i prezzi sono più bassi in Sicilia!). Perchè non provare fine agosto o i primi di settembre? Oppure i primi di giugno? Tutti hanno potuto notare che i partecipanti erano per lo più palermitani, catanesi, alcuni erano messinesi e siracusani e pochi davvero erano i forestieri da fuori Sicilia. Pensateci. Potrebbe essere una buona idea.
Stefyyyy nel tuo post hai compendiato tutto cio’ che e’ stata la nostra ricetta della “Torta Relax a Catania”
250 gr di sorrisi
3 cucchiai di dolcezza
1/2 lt di passione
300 gr di dolce e nuova amicizia
1/2 kg di tango
4 cucchiai (grandi) di accoglienza catanese
insomma una stupenda torta, che speriamo di preparare al piu’ presto a Palermo, Catania o in altri posti d’Italia dove potremmo sentirci prima di tutto persone e poi tangueri.
Il tuo post e’ delicatissimo, solare come te e descrive con molta realta’ cio’ che per noi son stati gli splendidi 9 giorni catanesi.
un bacio grande
Dj Morokal & Moni
p.s.
e non “incrociare” i peduzzi da sola ehehehehehheheh
Sono sempre restia al commento “post operatorio”
tuttavia colgo questa democratica occasione per esprimere il mio parere.
Nonostante resti, o mi senta spesso “fuori dai giochi” poiché scambio poche parole in milonga e ballo più o meno sempre con le stesse persone, partecipo con piacere agli eventi organizzati da Angelo, persona squisita a mio parere, ed ospite presente e discreto, come sempre.
Ho registrato sensazioni piacevoli ed una “buona onda”, nonostante non colga particolare ispirazione dai maestri invitati. Ho ballato poco, rispetto ad altri festival, dove vado per incontrare un giro di amici, in modo da sentirmi più a mio agio ed in tutti i sensi. Credo fermamente, in maniera molto liberale, nell’assoluta libertà di scegliere l’icona del tango che più ci rappresenta, rispettando ogni precipua evoluzione o sensibilità.
L’educazione, o meglio la poca educazione in milonga la colgo un pò ovunque, pur nella consapevolezza del fatto che un minimo di esperienza fuori catania o all’estero, unita ad un, pur preso con le dovute pinze, tentativo da parte dei maestri di dare qualche indicazione in più durante i corsi rispetto a certe regole fondamentali dello stare insieme entro uno spazio condiviso, le direzioni ed i modi di “avvicinarsi” all’altro, potrebbero aiutare. Sto entrando in un terreno minato in tal senso, me ne rendo conto e non escludo il fatto che i nostri maestri di Catania non lo facciano già.
Non è di certo dovere di un maestro di tango l’insegnare la “buona educazione”, tuttavia quanche “dritta” occorrerebbe darla come uno stigma
Il mio appunto riguarda invece la musica ed in particolare lo stile di “punto y branca”, che non è stato di mio gradimento, oltre che qualche sera poco ispirata del nostro mitico Felix. La musica, forse paradossalmente ancor più che lo stile di ballo di alcuni maestri, non può non essere “educata”. L’orecchio andrebbe maggiormente abituato all’ascolto, prova ne è che nonostante non condivida lo stile del maestro Gustavo Rosas, ha messo musica splendida, segno di un gusto evidentemente maturo e “maturato” in Argentina.
Ringrazio sempre, come dopo ogni milonga, il nostro Angelo per l’ospitalità, nella certezza che la sua apertura mentale e disponibilità possa ispirare ancora l’invito di ragazzi splendidi come Pablo e Noelia.