Cartoline da Siracusa

tramonto ad ortigia

E torno ad amare il tango. Bastano due giorni al Siracusa Tango Festival per tornare ad amare il tango. Il mio tango. Quello che mi fa apprezzare la seduzione di una mirada, quello che mi fa godere di un abbraccio sconosciuto, quello che mi fa parlare tutte le lingue e nessuna, quello che mi fa sperimentare il gusto di un passo sconosciuto… Tutti piaceri che l’abitudine uccide.

Due soli giorni, sufficienti per apprezzare l’organizzazione perfetta di questo Festival, in cui nulla è lasciato al caso, in cui ogni location è da cartolina, in cui c’è e si sente la voglia di far stare bene chi viene qua da ogni angolo del mondo…

Riporto a Palermo i ricordi più belli: il tramonto sul lungomare di Ortigia, dopo un pomeriggio al Solarium Zen fra sole, mare e abbracci… l’alba al Castello Maniace, dopo una notte in milonga e neanche il vento, freddo e umido, mi fa arrendere a questa musica fantastica… i vicoli di Ortigia in cui passeggio riconoscendo i volti dei tangueri e dove mi pare di sentire, ad ogni angolo, le note di un tango… gli amici ritrovati e quelli nuovi di questo strano pazzo mondo del tango… la musica eccellente che ci ha accompagnato sabato notte e domenica pomeriggio e che ha creato un’energia speciale… e tutta la tenerezza di questo festival delle mamme ballerine.

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