Pugliese: Un retrato di Maurizio Maiorana

puglieseCaro Maestro… Troesma come si dice in lunfardo. Solo tu e Carlitos Gardel potete fregiarvi di questo titolo, nonostante i grandi del tango siano stati tanti e bravissimi.

E ti vedo… diciannovenne sul tram a Buenos Aires, fulminato da un motivetto che ti ronzava nelle orecchie…. Te lo cantavi e ricantavi nella mente per non perderlo e infatti, arrivato a casa lo scrivesti e cosi nacque quel capolavoro da molti considerato il primo tango moderno: Recuerdo. Quante volte in milonga la gente lo ha ballato ignorando la grande importanza che questo tango ha avuto nella storia…. Non avevi ancora una tua orchestra e già eri entrato nella storia. Due anni dopo Julio De Caro lo sentì mentre lo suonavi in in un club e subito lo incise con la sua orchestra.

O. Pugliese – Recuerdo

Caro Osvaldo, adesso ti vedo suonare nell’orchestra del grande Firpo, o con quella sfortunata musicista, prima donna della storia a suonare il bandoneon: Paquita Bernardo che sarebbe morta 25enne di li a poco….

Quanti ricordi Troesma… tu che hai fatto la storia della musica argentina con tutti i tuoi fans, tua madre in testa, che ti gridavano: – Al Colon! Al Colon! Ma al Colon ci suonavano soltanto i musicisti considerati seri, classici… mica i tangueri e quando nel ‘36 decidesti di diventare comunista… altro che Colon… venivi puntualmente sbattuto in galera come un delinquente… Prima che venisse Peron avevi già conosciuto il carcere, al suo arrivo ti mandarono ancora una volta in cella. Poi rovesciarono Peron e ancora una volta ti arrestarono… Ma i tuoi musicisti non ti abbandonarono mai. Grazie a te e alle tue idee di uguaglianza tutti loro possedevano una casa e un’auto. Li rispettavi, non intascavi i soldi e a loro davi le briciole, no, la tua orchestra era una cooperativa che funzionava veramente. E quando stavi in carcere sul tuo pianoforte campeggiava un fiore rosso in segno della tua assenza.

Durante la dittatura degli anni ‘70 le varie giunte militari non ebbero il coraggio di farti sparire: eri troppo popolare come diceva Copes. E finalmente nel 1985… a 80 anni… arrivasti al Colon!!!

Che concerto memorabile! Io purtroppo lo conobbi solamente in videocassetta e piansi quando vidi la commozione del pubblico, di tua moglie e di tutti i musicisti che invitasti sul palco (anche quelli che non suonavano piu’ con te) per eseguire tutti assieme La Yumba… uno dei tuoi tanghi-emblema.

Caro Maestro… hai restituito al tango l’Africa e l’Europa. Nei tuoi archi siamo capaci di distinguere i tamburi del Congo e i passaggi che richiamano Rossini o Strawinski, Ravel, Gershwin… terragno e intellettuale, emotivo e tecnico. Hai rappresentato ancora prima di Piazzolla la modernità del tango con tutto il bagaglio di antico che ti sei portato dietro…. Vedo i tuoi fans vestiti come te…. con gli occhialoni da miope e la tua stessa pettinatura, seguirti ovunque e adorarti… e quel santino (San Pugliese) con tanto di preghiera che serve ad allontanare il malocchio…

Quanti tanghi che ci hai regalato… quelli dedicati a tua figlia (La Beba, Malandraca) o alla Negra Martita (Negracha) che ballava con Petròleo (l’inventore del giro)… Non ti sei mai dimenticato dei ballerini, hai sempre scritto per loro.

Finchè un giorno del 1995 aprii un giornale con una pagina dedicata a un certo Pugliese scomparso il giorno prima. Un articolo che ti riguardava e che lessi con interesse pur non conoscendoti e non conoscendo nulla di tango. Fu quella la prima volta che mi si aprirono alcune delle porte del tango. Non avrei mai pensato che questa musica avesse avuto cosi tanti bravi maestri, compositori, orchestre e questa grande cultura che ci sta dietro.

Ma se nella lontana Italia in un’epoca in cui il tango non era ancora di moda qualcuno si occupava di te, caro Maestro, é il segno che sei stato veramente grande.

E grande è ancora oggi la tua musica che in milonga fa ballare, da alcuni ritenuta difficile… ma grande… grande… e immortale.

E una milonga che si rispetti senza almeno due tande di Pugliese non è milonga.

Grazie Maestro… grazie… per darci questa emozione: la tua musica. Eterna.

Maurizio Maiorana [ http://www.mauriziomaiorana.com/dblog/]

Carlos Di Sarli. Un retrato di Maurizio Maiorana

disarliCerto, qualcuno prima o poi ce lo deve spiegare perchè l’autore di Bahia Blanca portava sempre quegli occhiali scuri da orbo… Ecco: Il fatto è che Di Sarli, classe 1903, di quegli occhiali ne aveva bisogno. Cecato da un occhio e l’altro non era certamente combinato meglio. Poverino, non è che abbia avuto una vita facile. Già di suo era pillicuso e i suoi orchestrali non vedevano l’ora di toglierselo dalle scatole per come li costringeva a provare spaccando il pelo in quattro…

(Ascolta uno dei brani più belli di Carlos di Sarli: Ensuenos)

Pero’ quando l’orchestra suonava…. era un piacere ascoltare tutto quel romanticismo che sprigionava … ma era troppo controcorrente, rischiava di non lavorare e il suo rivale D’Arienzo invece si era inventato quello stile cosi accelerato, quasi violento, trascinante che molto piaceva ai tangueri porteñi.

Caro Di Sarli che sfiga! e quel D’Arienzo invece: tutte le fortune.

Non hai vissuto nemmeno tanto a lungo per poterti godere in pace la vecchiaia che non è mai arrivata e i frutti che tardivamente sei riuscito a raccogliere con la tua musica, quando ti chiamavano El Señor del Tango… Quel D’Arienzo invece… ti è sopravvissuto di ben 16 anni.

Anche adesso hai i tuoi detrattori, non è che ti lasciano in pace… e siccome le tue musiche sono molto semplici da ballare anche per i principianti, molti le snobbano bollandole come musiche buone per imparare ma non per ballare. Invece noi sappiamo che la tua musica è ricca di sound, di swing, a volte echeggia un ragtime, altre volte un ritmo quasi jazz… ci sapevi fare caro Di Sarli.

Come faremmo senza il tuo Ensueños o senza la voce dei cantanti che hai portato a grandi livelli come quando invitasti Roberto Rufino ancora sedicenne a cantare con te e fu un successo pauroso o Alberto Podestà che ancora oggi a Buenos Aires 85enne qualche cantata se la fa e… pazienza se nei lontani anni ‘30 sei andato in esilio a Rosario lasciando la tua orchestra continuare senza di te oppure se nei ‘40 hai dovuto adeguare la velocità delle tue esecuzioni un po’ a quelle di D’Arienzo per poter lavorare…

Alla fine sei sull’olimpo dei musicisti di tango che hanno contato in tutte le epoche e questo risultato lo devi solo a te stesso.

Ti bollavano come portatore di jella, non ti hanno lasciato in pace. Un po’ come succedeva in Italia con Mia Martini. Invece eri un uomo buono. Commendatore del Regno d’Italia per aver aiutato le famiglie vittime della guerra, le famiglie italiane perchè in Italia c’erano le tue origini.

Ma sulle note dei Bahia Blanca, l’omaggio che hai voluto regalare alla tua città natale, io mi ci perdo. Li c’e’ tutto il tuo tango, la tua passione, il tuo mestiere. Quel mestiere che ti sei inventato già a 13 anni quando suonavi le zarzuelas in giro per la provincia, lontano da quella Buenos Aires che avresti conosciuto solo a vent’anni.

Suona Carlos, suona. Continua a suonare ogni giorno nelle milonghe di tutto il mondo. Sono sicuro che lassu’ da qualche parte, nel tuo paradiso, una Victrola ben fornita di 78 giri l’avrai trovata e qualche volta ti darai da fare con la manovella.

Grazie Carlos per la tua musica immortale.

Maurizio Maiorana [ http://www.mauriziomaiorana.com/dblog/]

VOLVER…

ritorno_a_casa

…è come svegliarsi dopo un lungo sonno, aprire gli occhi e chiedersi se ciò che si vede è frutto della mente o realtà, i sensi sono ancora assopiti e intanto cominci a sentire un brivido che sale dalle gambe e che solletica la schiena…si allarga a livello delle braccia atteggiate nell’abbraccio e si trasmette ad altre braccia creando un circolo in cui scorre un fluido,come una linfa vitale, che fluisce incessantemente finchè permane questo contatto…

Più che un canonico post, questo vorrebbe essere un cesto di riflessioni…mie …che voglio condividere e scambiare con voi e che spero siano spunto di nuove riflessioni…un altro circolo…

In fondo questo blog ormai non è solo tango…

Per svariati motivi personali mi sono allontanata da questo mondo e solo quando ti estranei un po’, quando guardi dall’esterno, ti accorgi di ciò che non avresti forse mai notato…

È verissima la frase sentita e risentita: ti accorgi di quanto siano importanti le cose (o le persone) quando si allontanano da te…

Ma è anche vero che guardare le stesse cose con occhi diversi ti mette in una condizione di criticità che alla fine ti porta ad amarle ancora(se le amavi veramente) ma in modo diverso…

Spesso quando ci lasciamo prendere da una passione(qualsiasi) bypassiamo la ragione ed agiamo senza controllo alcuno, inciampando spesso in errori di giudizio, di forma…insomma, prendiamo i classici abbagli che conosciamo tutti…

Bene,allontanarmi un po’ mi è servito proprio a questo…a capire cosa io volevo veramente dal tango, cosa lui dava a me e cosa io davo a lui…o lasciavo di me ad ogni milonga…

Seconda ed un po’ più triste riflessione…

Se da un lato, “galeotto” può essere il tango, perché dall’altro destabilizza alcune (secondo me molte ) coppie? Irrompe nelle nostre vite,quasi stravolgendole??

Vero è che non è proprio il tango l’unico problema e che spesso i problemi di una coppia si riversano nel tango come si riverserebbero in mille altre situazioni…ma ho potuto notare che il tango è comunque una forte scossa in molti rapporti…

Eppure io trovo così bello ballare con la persona “amata”…è completamente un’altra cosa, un altro abbraccio, un altro modo di abbandonarsi, un altro modo di essere complici ed intimi pur in mezzo a tanta gente..

Ma come??si cerca sempre questa complicità, quest’intesa “con un solo sguardo”…e poi quando si ha la possibilità di viverla ballando insieme quasi si rifugge..si attacca…si contrasta…

Forse non siamo mai contenti… o forse non siamo mai sicuri…neanche di ciò che vogliamo…

Ma con le parole si può mentire, con le sensazioni no…e aggiungerei fortunatamente…ed è così bello vedere dall’esterno quello che due abbracci si stanno dicendo…

Ma allora perché tanti problemi? Per l’abbraccio? Per il contatto fisico?

Intanto si può avere un contatto forte ed intenso anche senza che due corpi si tocchino veramente…e poi di abbracci ce ne sono davvero tanti…come direbbe qualcuno…”uno,nessuno e centomila” abbracci…tutti diversi e nella loro diversità tutti egualmente unici, ma mai nessuno veramente speciale come quello a cui noi diamo il significato più importante..

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Sì…siamo proprio noi a dare un nome alle cose…amore o amicizia, isola o prigione…siamo noi a cambiare di volta in volta il nome alle cose a seconda del significato che vogliamo dare loro…

Ma stiamo attenti a non lasciarci prendere troppo la mano cercando di concretizzare anche ciò che concretizzabile non è…

Ma soprattutto cerchiamo di non confonderci…

Perché il tango non è la vita…

E la vita non è un tango…

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www.tangoapalermo.com

Sicilia Tango Festival 2008

Clicca sull’immagine per accedere all’album

Ancora foto del Sicilia Tango Festival 2008 organizzato da Colortango, Palermo.

Le bellissime foto sono state scattate da MicMac71: Album su Flickr

Sicilia Tango Festival 2008

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Ancora foto del Sicilia Tango Festival 2008 organizzato da Colortango, Palermo.

Le bellissime foto sono state scattate da MicMac71:Album su Flickr

Sicilia Tango Festival 2008

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Foto del Sicilia Tango Festival 08, organizzato da ColorTango.

Le bellissime foto sono state gentilmente concesse da Leone.

SiciliaTangoFestival 2008

Al via giovedì 30 a Palermo la settima edizione del SiciliaTangoFestival, organizzato da “Colortango”. Fino al 2 novembre ospiti Pablo Veron, Mario Consiglieri e Anabella Diaz-Hojman, Pablo Inza ed Eugenia Parrilla, Alberto Colombo e Alessandra Rizzotti, Diego Riemer (El Pajaro) e Maria Belèn Giachello.

Sabato 1 novembre, ore 21, spettacolo al Teatro “Pippo Spicuzza” (via Don Orione 5) con esibizione dei maestri e del “Cuarteto Palermo”.

Programma completo e info su www.siciliatangofestival.net

 

Nuevos Laboratorios Tematicos a CATANIA del maestro Diego Calarco

volantino virtuale

per informazioni: diegocalarco.laboratorios@gmail.com

I programmi didattici

del Corso Intermedios e del Corso Avanzados

sono visionabili su:

www.diegocalarco.com

http://danzaeterritorio.blogspot.com/

Il gioco delle parti

Il 2000 è passato da un pezzo… la parità regna sovrana… uomini e donne hanno eguali diritti e doveri… siamo nel futuro! ma quanto sarebbe bello recuperare i ruoli… almeno nel tango…

Se nella vita di ogni giorno dobbiamo sgomitare con capi e colleghi, farci rispettare solo perché indossiamo la gonna, dimostrare che pensiamo esattamente come loro (se non meglio di loro…) perché almeno in milonga non ritrovare il gusto di essere donne…?

fumetto baciamano Un uomo che, galante, finita la tanda ti riaccompagna al tuo posto è una soddisfazione che a Palermo non ci è concessa…. sperimentarla con gli amici di altri lidi (tutti, nessuno escluso…) è stata una sorpresa per me e per tante altre amiche, abituate a un “grazie, ciao!” frettoloso e a restare a metà pista sole… tutte noi siamo in grado di tornare alla nostra sedia da sole, per carità, ma un uomo che ti scorta per la sala è quel qualcosa in più che fa la differenza…

prve effetti E delle donne che invitano a tappeto… senza pudore… senza ritegno… ne vogliamo parlare? Non sono così bacchettona da non scherzare con un amico e dirgli con un sorriso: “mi inviti?”… e sorriderne insieme… lo faccio, anche spesso… ma questa è un’altra storia… e ogni storia può prendere una piega diversa… perché quando è lui ad invitarmi, ad incrociare il mio sguardo, a cercarmi… ho la certezza che vuole me… per me è questo sentirsi donne… essere donne… ed essere tanguere con l’orgoglio di esserlo…

Io non mi sognerei mai di girare – per abitudine – per la milonga e al primo sconosciuto chiedere: “balli?”… che gusto c’è a scegliere piuttosto che essere scelte? a non sapere mai se il nostro varon sta finendo la tanda per pura cortesia o perché in quell’abbraccio si sta perdendo?

Che gli uomini facciano gli uomini e le donne le donne… è il gioco delle parti, signori…

 

by Veleno & Paillettes

 

Tutto vanità…solo vanità!!!!

“…quali scarpe mi porto stasera per la milonga?….

Mah!!!!…oggi sono romantica…e mi metterei quelle con la rosa….e su cosa ci metto????…uno dei vestiti neri…nooo!!!!….sempre funerea!!!!!….

Se ci penso bene…ho voglia di quelle rosse…sono comode!!!!….e mi metto la gonna nera con lo spacco di lato e la maglia rossa all’americana…no no….stasera effetto semaforo no!!!!!!

Ho trovato!!!!!….quelle leopardate!!!!….e poi mi vedono subito mentre ballo….pure a cento metri di distanza!!!!…..no no stasera vorrei essere invisibile….

Oppure….quelle nere e oro!!!!….si forse si…o quelle nere da pantera!!!….o quelle nere e bordeaux….o nere e argento!!!!…..boh….non saprei proprio!!!!

Sai che ti dico….mi metto una cosa qualsiasi….e me ne porto tre paia a caso…e poi scelgo al momento!!!!!…”

 

specchioSpecchio, specchio delle mie brame…. chi è la più vanitosa del reame?? O il più vanitoso del reame…. perché, ammettiamolo, sono questi i pensieri prima di una milonga… e non solo per le femminucce, su… confessate anche voi, maschietti…

…c’è una vecchia e bella canzone di Angelo Branduardi che recita:…tutto vanità…solo vanità…!!!….ma è veramente solo vanità???…Un bel vestito…una bella camicia…i capelli ben pettinati…un buon trucco…un buon profumo…sono una bella soddisfazione davanti lo specchio…!!!!

…ma, vediamo un po’…

Esistono “grandi strategie della vanità” che i tangueri elaborano prima di andare in milonga?…a cosa sono mirate?… ed effettivamente serve, questo rito pre-milonguero per fare qualche tango in più…????

Donne e uomini, a voi l’ardua sentenza…