In una giornata dal cielo grigio
sento in piazza il fruscio affascinante di un grammofono.
In un attimo ti riconosco….
riconosco l’impeto e la dolcezza della tua voce,
il tuo sentimento penetra nella mia anima….
Per sempre, Carlos, vivrai nei cuori di tutti noi.
Spero di non uscire fuori tema, ma volevo scrivere il testo di questo tango…a me commuove tanto…
En esta tarde gris ( In questa griggia sera)
Quanta voglia di piangere in questa grigia sera!
Il suono della pioggia mi parla di te…
Rimorso di sapere che per colpa mia, Cara, mai più ti vedrò.
Socchiudo gli occhi e ti vedo uguale a ieri,
tremando e implorando ancora il mio amore…
E oggi la tua voce ritorna da me in questa grigia sera.
Vieni
(mi dicevi tristemente)
che in questa solitudine la mia anima non ne può più..
Vieni,
e abbi pietà del mio dolore,
che sono Stanca di piangerti di soffrire e di aspettarti
e di parlare sempre da sola col mio cuore…
Vieni,
perchè Ti Amo tanto
e se non verrai oggi affogherò nel mio pianto…
No, non è possibile vivere così,
con questo amore fissato in me come una maledizione…
Non ho saputo comprendere la tua disperazione
e giocoso mi allontanai sulle ali di un altro amore..
Come mi ritrovai solo e triste
quando mi vidi così lontano e mi resi conto del mio sbaglio!!
I miei occhi, socchiusi, ti vedono uguale a ieri,
tremante, mentre implori ancora il mio amore..
Oggi è la tua voce che ritorna da me in questa grigia sera..
Ragazzi, mica è un concorso a premi, o verrete giudicati da una giuria… Sfogate qui la vostra vena poetica …. puo’ essere un semplice pensiero sul tango…
Un retazo de amor
zurcido en mi vereda
un angel parpadea
en tus labios de carmín.
No hay esquina que no mire
tu silueta al pasar
que se quiebre en el toque
de tus pasos de cristal
Mi requiebro es tan dulce
Que te puedo arrinconar
No te escapes,
no me dejes
te quiero sólo mirar
Commento di omaggio...a...un incontro in tango on 29, Aprile , 2008 9:11 am
Se un tango….
Attraversano occhi
il tuo profilo
e la guancia
accoglie il viso,
quando tutto
suona insieme
unico ascolto
del tempo.
Mi manchi,
altrove.
Fermati
ti chiesi
da lonatano,
lascia
che il velo del tempo
danzi in noi
il giorno
e la notte
puri ancora
della prima volta.
Sarà la piega
della notte
sara il riflesso
del giorno
a suggerire
un tango al mare
felice tra noi.
Non posso più aspettare
abbraccia la mia musica
-dicesti-
non posso più aspettare abbracciami
-dissi-
per perderci ancora
scossi da mille parole
afone.
Commento di omaggio a ... on 12, Maggio , 2008 6:41 pm
Il cuore non esige un comportamento, ecco perchè sfida il tempo e lo spazio, per donarti un illusione e un sogno. Ma pretende la ragione per tornare a vivere e a battere, pretende la ragione per farsi ascoltare e per parlare di sè, pretende la ragione per mostrarsi e rendersi visibile. E’ sempre un ascolto attento che lo musica, è sempre un abbraccio che lo rinnova. Mi piacciono i conflitti, ma non la guerra. Una lotta insegna ad aspettarsi, la guerra distrugge sempre e lascia nei guai.
Sguardi, corpi, colori che sfumano e si confondono…
le barche sul molo che sembra stiano a guardare incuriosite….
e le luci dei lampioni che accarezzano le onde leggere, buie come la notte…
E i tuoi occhi che mi sorridono , unici , veri, tra tanti sguardi ammicacnti ma patetici.
Le note si frantumano nell’aria…..
la luna assopita si adagia nel nulla…
odori, mani e piedi che non sanno dove andare…
E il tuo sorriso che mi scruta, mi cerca e mi calamita….
Pian piano tutto si attenua, fino a scomparire….
E di questa notte magica mi resta il succo, fatto dei tuoi occhi e del tuo sorriso dentro cui perdermi provando a sognare ancora, per un attimo, per l’eternità.
Il tango può essere una poesia promessa…..
La promessa di essere sinceri, oltre la maschera di cartapesta che il mondo impone, con la paura ed il coraggio di cantare fuori dal coro, di essere da soli contro la minoranza silenziosa che opprime il libero pensiero…
La promessa di saper vivere i sentimenti senza frontiere, di cercare ogni giorno di saltare il recinto dell’ipocrisia…..
La promessa di regalare (e regalarti) il sorriso che non ti aspetti con un gesto infantile e surreale…..
La promessa di non promettere nulla di più del tuo presente; anzi, al di là del tempo e delle nostalgie del passato senza aver bisogno di un futuro certo.
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso “la mia vita”
E ne hai fatto molto di più
A te che hai dato “senso al tempo ”
Senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande
Ed il mio “grande amore”
A te che io
Ti ho visto piangere nella mia mano
“Fragile” che potevo ucciderti
Stringendoti un po’
E poi ti ho visto
Con la “forza” di un aeroplano
Prendere in mano “la tua vita ”
E trascinarla in salvo ..
” …Sento spesso il bisogno di chiudere gli occhi
e capire se è giusto pensarti lo stesso, anche se sei un ricordo
ed è strano ricevere tanto da te senza averti vicino
Ora che è freddo vorrei tanto averti qui addosso
e sentire più caldo, non avere più paure
e impegnarmi per farti star bene
perchè per me sei il sole
e le mie parole non son solo parole
Io sento le tue mani lo stesso, anche se non ti ho accanto
vorrei averti vicino per farti sentire che bello è l’inverno
dove un semplice abbraccio può sembrare diverso
perchè oltre al contatto trasmette qualcosa di molto più caldo…”
Commento di Héctor Molinari on 15, Settembre , 2008 10:27 pm
Non parlo bene,ma la poesía non tene frontieri
A MARINA
Tenías tanto arrastre
que cuando entrabas al boliche
se paraba hasta el reloj para mirarte.
Fuiste posta, gomía, cadenera,
luchadora, tenaz, insobornable.
Estabas en todos los quilombos
donde los laburantes pedían sus mejoras.
Pero también estabas
en nuestras noctámbulas etílicas
donde queríamos arreglar el mundo con poesía.
Fuiste de cada uno y de todos
y cada uno y todos te celábamos
cuando tu voz que parecía hecha añicos
por haberse caído desde el alma,
se ponía a recitarnos versos de Carriego
o a contarnos cosas de la vida.
¡Tenías tanto arrastre!
que hasta te envidiaba la trompa del boliche
que tenía mucha guita y poca lleca.
El que quería darse dique
decía que eras su gran amor,
su intolerancia,
su no poder vivir sin vos
su orfandad de vida
si no estaba a tu lado.
Pero que pocos sabían
a quien amaste de verdad.
Y se murieron sin saberlo,
porque te fuiste con él.
Fue una tarde gris de otoño
a las siete de la tarde,
cuando unos milicos entraron a tu casa
y te rompieron el mejor y último orgasmo de tu vida.
Desde entonces,
nunca más te vimos.
Ni a vos,
ni a tus sueños,
ni a tus ojos celestes
como un mar de esperanza.
Ni a la vida.
Commento di OMAGGIO..A... on 1, Ottobre , 2008 6:28 pm
Grazie A.A.A, le tue parole accendono le stelle, vorrei essere iquel ricordo fragile di sole nella mente del mio “grande amore” e splendere ancora dietro l’angolo del cielo.
..il sole non smette mai di splendere…
..le scottature lasciate sulla pelle però sono difficili da dimenticare..
..anche se quel calore ora ti manca..
..quel calore che ti ha negato..
..sai che devi stare lontano..
..ti ha detto lui di farlo..
..fa male piu questo..
Commento di principessa A. on 2, Ottobre , 2008 11:18 am
Oggi èl a festa dei NONNY
io quest’anno ho perso una nonna speciale,unica x me, ma bella dentro e fuori..come tanti nonni che si hanno come regalo nella vita.
Mi manca la sua allegria, le sue abitudini spesso prese in giro x ridere un po’, mi manca il suo modoun po’ burbero di una vecchia generazione..e i consigli saggi e la dolcezza di chi ha visto un mondo cambiare..
Sono riuscita a te che amavi la musica, ballare, a portarti a PALAZZO PANTELLERIA x una volta sola..e spesso ti vedo li seduta sulla sedia che guardi le tue nipoti e con la mano batti il tempo.
Ci si abitua alla assenza di una persona, il tempo nonguarisce ,ma allontana il dolore..lasci unvuoto che colmi con i ricordi, con le ricette in cucina, con il telefono che squilla..ed ancora credo che sia tu ogni giorno alle 15:00..con tanti profumi e colori nel cuore e nella mente di una nonna che ha amato tanto..anke con 1 semplicebarattolo di caponata o con le sciarpe fatte a mano..
Grazie per venire nei miei sogni, cosi ti ho spesso con me..
Ti amero’ sempre..ti ho accudito nel dolore fisico, e ti ho visto spegnere..ma ero con te e lo saro’sempre..
spero tu sia sempre fiera di noi.
Ti amo Nonna
Principessa, mi ha commosso la dedica a tua nonna.
Ballera’ per sempre nel tuo cuore, e nel tuo cuore per sempre l’ascolterai ,come vecchio tango di quelli che ti sanno catapultare sempre in mille ricordi e in mille emozioni.
Con questo pensiero spontaneo e affettuso, hai scritto la poesia piu’ bella.
Bacioni
Marco
Smetta Tetè di fare
il suo amabile incrocio
e la sensuale ballerina
di avvitarsi in quel gancho.
Smorzi il bandoneon
la sua voce triste
e termini l’orchestra
il suo accompagnamento.
Lascino i ballerini
i loro stretti abbracci e
levino le loro donne
gli scintillanti sandali.
Finisca la milonga di girare
e muoia il tango…
perchè niente esiste più
senza di lei.
Commento di RosaFuimos on 6, Ottobre , 2008 9:23 pm
Dedicata a tutti coloro che, come me, conobbero il tango nel 97, tramite il film di Sally Potter. Scriita nel 2000, dopo il mio primo tango libero.
Grazie per l’ospitalità.
Un saluto dal Veneto alla Sicilia
Rosa
MILONGA TRISTE
Mi arriva
come ricordo ancestrale
l’impossibile risacca di una zattera in mare.
Così mi lascio portare dalle note
vincendo finalmente
la paura.
Vibrazioni di anime
accarezzate dall’armonica di Diaz
divenuta improvvisamente magica.
In un vortice di energia
restiamo solo noi,
emozioni in forma di essenza,
a viverci la musica
come cosa sola.
Senza barriere
i nostri occhi si incontrano
a dirsi tutto
senza una parola.
.. When we’re dancing
Then I’m sure
I know I know you
From before…
Senti il mio cuore battere un po’ affannato
stordito di vita.
In un sussurro ti ringrazio.
Commento di Roberta Galatolo on 16, Ottobre , 2008 12:18 pm
Sul ciglio ventoso di una sponda ho danzato per ore:
complice di un tango argentino e delle notti di fine estate.
Ho conosciuto il tuo silenzio,
assoluto e scosceso come il tuo profilo da gitano.
In un scambio magnetico di energie fluide ,
congiunti e disgiunti a passo di sacada,
sospirammo quel fare che ci rese amanti.
Il mio fianco predato dalle tue cavalcate crescenti,
si rovescia nelle tue mani da pescatore
e mi sostiene nell’ora del cedimento,
perché solo da te io attingo la vita che e’ movimento.
Eccolo ,prenditelo,ti regalo il mio equilibrio ,
e tutto il baricentro della mia vita
per poi raccogliermi nelle tue reti incagliate
ove io ,diventata la tua ombra peregrina,
volteggio e sguscio in mezzo alle tue gambe ,
nascosta alle tue spalle.
E sono conchiglia dentro le tue braccia,
e poi all’improvviso anguilla
sciolta al tuo possesso.
Non so dove andammo,
quali direzioni percoremmo
quella sera di fine settembre,.
ricordo soltanto la tua mano ferma
intorno al mio palmo
il tuo torace piantato sul mio petto,
l’odore del mare e la tua fragranza sconosciuta
assalirmi le narici
ricordo le tue parole assenti ,
trasportate nei gesti vividi della tue pause ,
quando pochi attimi mi rendono libera di amarti e di sedurti ,
con il frusciante strofinio delle mie caviglie .
in quell’istante sospeso all’eterno,
non avevo l’ansia di parlarti,
volevo solo dare voce alle mie rincorse accellerate
e al mio fiato impazzito
che avrebbe voluto urlarti:
Basta! Non ce la faccio piu!
e invece sì.. ce la faccio,
fino alla fine dei miei giorni,
fosse anche la fine di questa canzone ,
perche’ in mezzo agli trattonamenti delle tue braccia
e ai sussulti giocosi delle tue marcature feline ,
ho imparato a sentirmi viva
in te ,
perche’ in quell’intreccio androgino,
“il tuo spirito si mescola al mio,
come vino immischiato ad acqua,
qualunque cosa tocchi te
mi tocca
in tutti i luoghi dell’anima ,
tu sei
me”
quella sera il mondo si dileguo’,
scomparve per sempre dentro i miei occhi,
tacique in un addio senza rimorso.
dedicato a quel tanghero sconosciuto che mi scellse in mezzo a tante una sera di qualche anno fa .
Commento di roberta galatolo on 17, Ottobre , 2008 12:07 pm
Spicchi di luna incagliati tra le sopraciglia nel cielo rosso della sera.
Con passo contrito sui legni fradici emigrasti dalle natali conche
Avevi in tasca i grumi del rosario comperato al mercatino della Vucciria.
Il giorno dell sbarco mangiasti l’ultima arancia dalla cesta di vimini.
E di notte la nostalgia ti accoltellava con guanti di velluto
Cosi’ il dolore diventò un’intima carezza, poi un gancio d’amore, poi una brama irrequieta,
sprofondata tra le sottane ,
,scavata nelle lacrime di sale, cercata nei gemiti convulsi,
raccolta infine
tra le mani di un donna di strada dalla pelle smaltata.
Dai letti sgualciti dalle notti mercanarie rincasavi orfano di mondo con la promessa di un telegramma da spedire.
Ti vedevo masticare paste di tabacco sotto il lampione curvo in attesa del turno per amarci,ti scrutavo mentre pestavi l’ombra vecchia del tuo passato con la saliva rognosa di un randagio.
Poi la mattina di nuovo sui moli a scaricare moltitudini di cartone e districare funi dagli ormeggi .
Allora era l’aroma di vento a rimpinguare i mestoli della cucina ,
” eppur si vive ! ” ,
ti dissi quel giorno con gli occhi sommersi alla luce del vespro.
Ma la vergogna inchiodava i tuoi occhi ed il tuo corpo non riusciva a muoversi tra le mie gambe esperte in mezzo alle lenzuola macchiate.
Il 16 luglio la festa di Santa Maria del Carmine congrego’ in piazza un tripudio di genti.
Tra nitriti di cavalli e bulloni di carrozze,
un garzone di borgata suonava la fisarmonica :
sui tavoli il vino rosso delle brocche e una manciata di carrube,
ad angolo una coppia incrocia i passi svelti di una milonga,
seduti sugli sgabelli ombre appisolate di anime recalcitanti
tessono la malinconia come un fascio di meduse;
Ancora dolore ,
ancora quelll’agonia maldicente,
dentro di te !
Perchè?
Per quello che non hai ? per la lingua che non parli ?
Per quella Italia che non c’e’ più?
Ascoltami invece ,
non osare la parola ,
afferrami tutta e anima il mio corpo del fiato per sopravvivere ,
consuma la tristezza sul mio labbro.
perchè io conosco bene l’esilio del tuo cuore e questa miseria
che si attarda sulle polveri della nostra spelonca.
Non volgiamogli le spalle ,ma attraversiamo il mondo
tenendoci stretti
in questo tango
mentre tu piangi.
Dedicato a tutti i cuori d’Italia emigrati in Argentina per fame.
Dedicato ai miei avi.
Commento di omaggio a ...un incontro on 5, Novembre , 2008 11:56 pm
Ho letto e ascoltato in giro strani commenti sulla “mirada”, ho letto e ascoltato strane parole di dissenso e imbarazzo verso l’invito, che definirei, ribaltato. Non c’è il rischio, mi chiedo,celato dietro queste parole vaganti, di ridurre l’Esperienza del tango a regole di “supposta” buona educazione, sempre condivisa se autentica, ma troppo spesso disarmata da un affettato e camaleontico perbenismo? Restare sul ciglio delle regole temo nasconda l’imbarazzo ad andare oltre. Quest’oltre è così difficile da contattare prima in sè, e poi da trasmettere attraverso il tango,a tal punto da costruire barricate sempre più alienanti.? E’ così difficile, mi chiedo, lasciare scattare in sè tenerezza e amicizia, passione e trasporto, fastidio e noia? Sono così pericolose queste emozioni, mi chiedo? E’ magnetico il mio tango e il tango che dono, ma cosa c’è di magnetico in uno sguardo scivoloso? Le “mirade” sono molto di più, e spaventano o catturano. Ho imparato nel tempo, e a partire da me, quanto desiderio di conoscere l’altro si nasconde dietro una “mirada”, un’attesa o un invito. Questa è la perla. Se si sentisse vibrare l’emozione in sè e nell’altro, se si sentisse il desiderio contemporaneamente in sè e nell’altro di interpretare quell’attimo di magia, se si sentisse l’altro come la realizzqzione dell’attimo di un sogno atteso e lontano, si renderebbe sempre un omaggio autentico e giocoso al tango. Si disperderebbero le tempeste e le disquisizioni vane e rumorose, si ascolterebbe l’altro attraverso la musica che scivola i nostri piedi, e si apprezzerebbe il silenzio del respiro. Anche l’attesa e l’invito sono tempi vissuti e il tango è la musica del tempo vissuto.
Serve tutto: servono gli sguardi, i tacchi, gli ammiccamenti, le attese, i profumi e gli odori, i sorrisi, gli inviti e i rifiuti, serve l’imbarazzo e l’euforia, serve il contatto e la libertà, Serve all’esperienza del tango un abbraccio esperto e rotondo nel movimento di dosare e amalgameare tutti gli ingredienti, per far nascere da tempi e spazi lontani la magia dell’incontro tra desideri. Tutto questo, temo, spaventa e genera rumore, tutto questo, liberamente, attrae e genera il tempo vissuto del tango. Grazie per lo spazio e il tempo donato ad un’emozione
x omaggio a..: scusami , ma leggendo il tuo mess. io non riesco a capire quello che vuoi dire…. sarà sicuramente colpa mia.. ma non riesco ad estrarre il ” QUINDI ” del tuo pensiero..
Cmq a me interessava veramente quello che volevi dire..
“esplicita”?..allora sei 1 LEI?…sai che, invece, pensavo che eri 1 lui, anzi eri LUI!!!
…infatti mi pareva strano..
Commento di omaggio a un incontro... on 12, Novembre , 2008 12:45 pm
Bene A.A.A., scoperto il mistero, sono una lei e non sono LUI. Piuttosto se ti “pareva strano” , immaggino non ti aspettavi che potesse esprimere così le proprie emozioni. Bene allora, forse non ne vale la pena, o fose sì, ma in ogni caso cerca ancora, troverai, di certo, un battito in volo che si poggia sulla tua caviglia scoperta. Per il resto non preoccuparti perchè spesso non mi capisco nemmeno io. un saluto
Commento di principessa A. on 27, Novembre , 2008 2:49 pm
Raccontano che mentra balla uno spirito abiti la sua anima
e nel suo cuore palpiti la voce di una chitarra.
Dicono che sia cresciuto, sognando passo dopo passo,
cose di un tempo d’infanzia..coreografie di tango.
Se n’è andato da Avellaneda… per conquistare altri cieli
con un dolore sulla pelle, i suoi sogni hanno preso il volo.
Oggi ballano con lui tutte le muse del tango
ogni suo passo è una pennellata ed ogni abbraccio un miracolo.
Ballerino che cerchi il tuo destino in ogni tango
la vita diventa poesia ed un pentagramma il cammino.
Uomo, cuore di bambino che va di abbraccio in abbraccio
condividendo pelle a pelle, bacio a bacio, passo a passo.
Raccontano che ballando a notte diventi lunga
e il suo cuore amoreggi con l’alba.
Dicono che con lui ballino le dee del tango,
ogni suo passo è una pennellata ed ogni abbraccio un miracolo @—-
CERCASI PARTNER DI TANGO ARGENTINO CON IL QUALE CONDIVIDERE LEZIONI E SERATE .SONO UNA PRINCIPIANTE CON TANTA VOGLIA DI IMPARARE MA MI SERVE UN COMPAGNO CHE ABBIA LA STESSA PASSIONE CON IL QUALE ESERCITARMI ANCHE AL DI FUORI DELLE OCCASIONI DI INCONTRO …VOI DEL BLOG POTETE AIUTARMI ?NON ESISTE NESSUNA RUBRICA SPECIALIZZATA IN ANNUNCI PER TANGHERI…AIUTATEMI SE POTETE ..UN ABBRACCIO
Commento di peruntango on 19, Maggio , 2009 6:26 pm
sempre sperare che non vada tutto perdutp, ma….certe parole hanno bisogno di esssere dette..ed ascoltate….per sanare certe ferite;
scusa diglielo dentro gli occhi…sarà un punto di arrivo e di inizio..speriamo di un nuovo inizio
Danza di farfalle,
sulle dolci note di un tango…
Passi…
come battito d’ali su fiori…
vanno impollinando cuori,
di una dolce speranza d’amore….
Complimenti, poesia molto , molto bella e interessante dal punto di vista stilistico..
Grazie, era la prima volta che mi cimentavo con una poesia.
In una giornata dal cielo grigio
sento in piazza il fruscio affascinante di un grammofono.
In un attimo ti riconosco….
riconosco l’impeto e la dolcezza della tua voce,
il tuo sentimento penetra nella mia anima….
Per sempre, Carlos, vivrai nei cuori di tutti noi.
Spero di non uscire fuori tema, ma volevo scrivere il testo di questo tango…a me commuove tanto…
En esta tarde gris ( In questa griggia sera)
Quanta voglia di piangere in questa grigia sera!
Il suono della pioggia mi parla di te…
Rimorso di sapere che per colpa mia, Cara, mai più ti vedrò.
Socchiudo gli occhi e ti vedo uguale a ieri,
tremando e implorando ancora il mio amore…
E oggi la tua voce ritorna da me in questa grigia sera.
Vieni
(mi dicevi tristemente)
che in questa solitudine la mia anima non ne può più..
Vieni,
e abbi pietà del mio dolore,
che sono Stanca di piangerti di soffrire e di aspettarti
e di parlare sempre da sola col mio cuore…
Vieni,
perchè Ti Amo tanto
e se non verrai oggi affogherò nel mio pianto…
No, non è possibile vivere così,
con questo amore fissato in me come una maledizione…
Non ho saputo comprendere la tua disperazione
e giocoso mi allontanai sulle ali di un altro amore..
Come mi ritrovai solo e triste
quando mi vidi così lontano e mi resi conto del mio sbaglio!!
I miei occhi, socchiusi, ti vedono uguale a ieri,
tremante, mentre implori ancora il mio amore..
Oggi è la tua voce che ritorna da me in questa grigia sera..
Ragazzi, mica è un concorso a premi, o verrete giudicati da una giuria… Sfogate qui la vostra vena poetica …. puo’ essere un semplice pensiero sul tango…
Un retazo de amor
zurcido en mi vereda
un angel parpadea
en tus labios de carmín.
No hay esquina que no mire
tu silueta al pasar
que se quiebre en el toque
de tus pasos de cristal
Mi requiebro es tan dulce
Que te puedo arrinconar
No te escapes,
no me dejes
te quiero sólo mirar
Se un tango….
Attraversano occhi
il tuo profilo
e la guancia
accoglie il viso,
quando tutto
suona insieme
unico ascolto
del tempo.
Mi manchi,
altrove.
Fermati
ti chiesi
da lonatano,
lascia
che il velo del tempo
danzi in noi
il giorno
e la notte
puri ancora
della prima volta.
Sarà la piega
della notte
sara il riflesso
del giorno
a suggerire
un tango al mare
felice tra noi.
Non posso più aspettare
abbraccia la mia musica
-dicesti-
non posso più aspettare abbracciami
-dissi-
per perderci ancora
scossi da mille parole
afone.
per omaggio a….
chiunque tu sia…che le tue parole assonanti….restino indelebili nel cuore di chi le legge…
grazie
..Avevi ragione, non è solo 1 ballo
ma lotta continua tra mente e cuore…
..dovrei lasciarmi andare, qui niente pensieri
la ragione non serve, ha già fatto tutto quando decidi d’iniziare…
..qui solo cuore, e qui cominciano i miei guai
quando uso solo quello non mi sò comportare..
Il cuore non esige un comportamento, ecco perchè sfida il tempo e lo spazio, per donarti un illusione e un sogno. Ma pretende la ragione per tornare a vivere e a battere, pretende la ragione per farsi ascoltare e per parlare di sè, pretende la ragione per mostrarsi e rendersi visibile. E’ sempre un ascolto attento che lo musica, è sempre un abbraccio che lo rinnova. Mi piacciono i conflitti, ma non la guerra. Una lotta insegna ad aspettarsi, la guerra distrugge sempre e lascia nei guai.
con molti lo si può ballare..
con pochi lo si vive!!
Sguardi, corpi, colori che sfumano e si confondono…
le barche sul molo che sembra stiano a guardare incuriosite….
e le luci dei lampioni che accarezzano le onde leggere, buie come la notte…
E i tuoi occhi che mi sorridono , unici , veri, tra tanti sguardi ammicacnti ma patetici.
Le note si frantumano nell’aria…..
la luna assopita si adagia nel nulla…
odori, mani e piedi che non sanno dove andare…
E il tuo sorriso che mi scruta, mi cerca e mi calamita….
Pian piano tutto si attenua, fino a scomparire….
E di questa notte magica mi resta il succo, fatto dei tuoi occhi e del tuo sorriso dentro cui perdermi provando a sognare ancora, per un attimo, per l’eternità.
adorabile il tuo pensiero complimenti
Amarti..Amarci…ballando su dolci note è un regalo unico e prezioso…:-)
Il tango può essere una poesia promessa…..
La promessa di essere sinceri, oltre la maschera di cartapesta che il mondo impone, con la paura ed il coraggio di cantare fuori dal coro, di essere da soli contro la minoranza silenziosa che opprime il libero pensiero…
La promessa di saper vivere i sentimenti senza frontiere, di cercare ogni giorno di saltare il recinto dell’ipocrisia…..
La promessa di regalare (e regalarti) il sorriso che non ti aspetti con un gesto infantile e surreale…..
La promessa di non promettere nulla di più del tuo presente; anzi, al di là del tempo e delle nostalgie del passato senza aver bisogno di un futuro certo.
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso “la mia vita”
E ne hai fatto molto di più
A te che hai dato “senso al tempo ”
Senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande
Ed il mio “grande amore”
A te che io
Ti ho visto piangere nella mia mano
“Fragile” che potevo ucciderti
Stringendoti un po’
E poi ti ho visto
Con la “forza” di un aeroplano
Prendere in mano “la tua vita ”
E trascinarla in salvo ..
” …Sento spesso il bisogno di chiudere gli occhi
e capire se è giusto pensarti lo stesso, anche se sei un ricordo
ed è strano ricevere tanto da te senza averti vicino
Ora che è freddo vorrei tanto averti qui addosso
e sentire più caldo, non avere più paure
e impegnarmi per farti star bene
perchè per me sei il sole
e le mie parole non son solo parole
Io sento le tue mani lo stesso, anche se non ti ho accanto
vorrei averti vicino per farti sentire che bello è l’inverno
dove un semplice abbraccio può sembrare diverso
perchè oltre al contatto trasmette qualcosa di molto più caldo…”
Il mio tango.
Stretto a Lei, in un abbraccio
avvolto dalla musica
sento il Suo corpo attento …
… aspetta di capire …
Non parlo bene,ma la poesía non tene frontieri
A MARINA
Tenías tanto arrastre
que cuando entrabas al boliche
se paraba hasta el reloj para mirarte.
Fuiste posta, gomía, cadenera,
luchadora, tenaz, insobornable.
Estabas en todos los quilombos
donde los laburantes pedían sus mejoras.
Pero también estabas
en nuestras noctámbulas etílicas
donde queríamos arreglar el mundo con poesía.
Fuiste de cada uno y de todos
y cada uno y todos te celábamos
cuando tu voz que parecía hecha añicos
por haberse caído desde el alma,
se ponía a recitarnos versos de Carriego
o a contarnos cosas de la vida.
¡Tenías tanto arrastre!
que hasta te envidiaba la trompa del boliche
que tenía mucha guita y poca lleca.
El que quería darse dique
decía que eras su gran amor,
su intolerancia,
su no poder vivir sin vos
su orfandad de vida
si no estaba a tu lado.
Pero que pocos sabían
a quien amaste de verdad.
Y se murieron sin saberlo,
porque te fuiste con él.
Fue una tarde gris de otoño
a las siete de la tarde,
cuando unos milicos entraron a tu casa
y te rompieron el mejor y último orgasmo de tu vida.
Desde entonces,
nunca más te vimos.
Ni a vos,
ni a tus sueños,
ni a tus ojos celestes
como un mar de esperanza.
Ni a la vida.
Grazie A.A.A, le tue parole accendono le stelle, vorrei essere iquel ricordo fragile di sole nella mente del mio “grande amore” e splendere ancora dietro l’angolo del cielo.
..il sole non smette mai di splendere…
..le scottature lasciate sulla pelle però sono difficili da dimenticare..
..anche se quel calore ora ti manca..
..quel calore che ti ha negato..
..sai che devi stare lontano..
..ti ha detto lui di farlo..
..fa male piu questo..
Oggi èl a festa dei NONNY
io quest’anno ho perso una nonna speciale,unica x me, ma bella dentro e fuori..come tanti nonni che si hanno come regalo nella vita.
Mi manca la sua allegria, le sue abitudini spesso prese in giro x ridere un po’, mi manca il suo modoun po’ burbero di una vecchia generazione..e i consigli saggi e la dolcezza di chi ha visto un mondo cambiare..
Sono riuscita a te che amavi la musica, ballare, a portarti a PALAZZO PANTELLERIA x una volta sola..e spesso ti vedo li seduta sulla sedia che guardi le tue nipoti e con la mano batti il tempo.
Ci si abitua alla assenza di una persona, il tempo nonguarisce ,ma allontana il dolore..lasci unvuoto che colmi con i ricordi, con le ricette in cucina, con il telefono che squilla..ed ancora credo che sia tu ogni giorno alle 15:00..con tanti profumi e colori nel cuore e nella mente di una nonna che ha amato tanto..anke con 1 semplicebarattolo di caponata o con le sciarpe fatte a mano..
Grazie per venire nei miei sogni, cosi ti ho spesso con me..
Ti amero’ sempre..ti ho accudito nel dolore fisico, e ti ho visto spegnere..ma ero con te e lo saro’sempre..
spero tu sia sempre fiera di noi.
Ti amo Nonna
Principessa, mi ha commosso la dedica a tua nonna.
Ballera’ per sempre nel tuo cuore, e nel tuo cuore per sempre l’ascolterai ,come vecchio tango di quelli che ti sanno catapultare sempre in mille ricordi e in mille emozioni.
Con questo pensiero spontaneo e affettuso, hai scritto la poesia piu’ bella.
Bacioni
Marco
Ultimo tango.
Smetta Tetè di fare
il suo amabile incrocio
e la sensuale ballerina
di avvitarsi in quel gancho.
Smorzi il bandoneon
la sua voce triste
e termini l’orchestra
il suo accompagnamento.
Lascino i ballerini
i loro stretti abbracci e
levino le loro donne
gli scintillanti sandali.
Finisca la milonga di girare
e muoia il tango…
perchè niente esiste più
senza di lei.
Grazie Marco x le tue parole dolci
ancora esiste un uomo che si sa emozionare leggendo 2 righe.
Un abbraccio..milonguero!!
Dedicata a tutti coloro che, come me, conobbero il tango nel 97, tramite il film di Sally Potter. Scriita nel 2000, dopo il mio primo tango libero.
Grazie per l’ospitalità.
Un saluto dal Veneto alla Sicilia
Rosa
MILONGA TRISTE
Mi arriva
come ricordo ancestrale
l’impossibile risacca di una zattera in mare.
Così mi lascio portare dalle note
vincendo finalmente
la paura.
Vibrazioni di anime
accarezzate dall’armonica di Diaz
divenuta improvvisamente magica.
In un vortice di energia
restiamo solo noi,
emozioni in forma di essenza,
a viverci la musica
come cosa sola.
Senza barriere
i nostri occhi si incontrano
a dirsi tutto
senza una parola.
.. When we’re dancing
Then I’m sure
I know I know you
From before…
Senti il mio cuore battere un po’ affannato
stordito di vita.
In un sussurro ti ringrazio.
Sul ciglio ventoso di una sponda ho danzato per ore:
complice di un tango argentino e delle notti di fine estate.
Ho conosciuto il tuo silenzio,
assoluto e scosceso come il tuo profilo da gitano.
In un scambio magnetico di energie fluide ,
congiunti e disgiunti a passo di sacada,
sospirammo quel fare che ci rese amanti.
Il mio fianco predato dalle tue cavalcate crescenti,
si rovescia nelle tue mani da pescatore
e mi sostiene nell’ora del cedimento,
perché solo da te io attingo la vita che e’ movimento.
Eccolo ,prenditelo,ti regalo il mio equilibrio ,
e tutto il baricentro della mia vita
per poi raccogliermi nelle tue reti incagliate
ove io ,diventata la tua ombra peregrina,
volteggio e sguscio in mezzo alle tue gambe ,
nascosta alle tue spalle.
E sono conchiglia dentro le tue braccia,
e poi all’improvviso anguilla
sciolta al tuo possesso.
Non so dove andammo,
quali direzioni percoremmo
quella sera di fine settembre,.
ricordo soltanto la tua mano ferma
intorno al mio palmo
il tuo torace piantato sul mio petto,
l’odore del mare e la tua fragranza sconosciuta
assalirmi le narici
ricordo le tue parole assenti ,
trasportate nei gesti vividi della tue pause ,
quando pochi attimi mi rendono libera di amarti e di sedurti ,
con il frusciante strofinio delle mie caviglie .
in quell’istante sospeso all’eterno,
non avevo l’ansia di parlarti,
volevo solo dare voce alle mie rincorse accellerate
e al mio fiato impazzito
che avrebbe voluto urlarti:
Basta! Non ce la faccio piu!
e invece sì.. ce la faccio,
fino alla fine dei miei giorni,
fosse anche la fine di questa canzone ,
perche’ in mezzo agli trattonamenti delle tue braccia
e ai sussulti giocosi delle tue marcature feline ,
ho imparato a sentirmi viva
in te ,
perche’ in quell’intreccio androgino,
“il tuo spirito si mescola al mio,
come vino immischiato ad acqua,
qualunque cosa tocchi te
mi tocca
in tutti i luoghi dell’anima ,
tu sei
me”
quella sera il mondo si dileguo’,
scomparve per sempre dentro i miei occhi,
tacique in un addio senza rimorso.
dedicato a quel tanghero sconosciuto che mi scellse in mezzo a tante una sera di qualche anno fa .
Spicchi di luna incagliati tra le sopraciglia nel cielo rosso della sera.
Con passo contrito sui legni fradici emigrasti dalle natali conche
Avevi in tasca i grumi del rosario comperato al mercatino della Vucciria.
Il giorno dell sbarco mangiasti l’ultima arancia dalla cesta di vimini.
E di notte la nostalgia ti accoltellava con guanti di velluto
Cosi’ il dolore diventò un’intima carezza, poi un gancio d’amore, poi una brama irrequieta,
sprofondata tra le sottane ,
,scavata nelle lacrime di sale, cercata nei gemiti convulsi,
raccolta infine
tra le mani di un donna di strada dalla pelle smaltata.
Dai letti sgualciti dalle notti mercanarie rincasavi orfano di mondo con la promessa di un telegramma da spedire.
Ti vedevo masticare paste di tabacco sotto il lampione curvo in attesa del turno per amarci,ti scrutavo mentre pestavi l’ombra vecchia del tuo passato con la saliva rognosa di un randagio.
Poi la mattina di nuovo sui moli a scaricare moltitudini di cartone e districare funi dagli ormeggi .
Allora era l’aroma di vento a rimpinguare i mestoli della cucina ,
” eppur si vive ! ” ,
ti dissi quel giorno con gli occhi sommersi alla luce del vespro.
Ma la vergogna inchiodava i tuoi occhi ed il tuo corpo non riusciva a muoversi tra le mie gambe esperte in mezzo alle lenzuola macchiate.
Il 16 luglio la festa di Santa Maria del Carmine congrego’ in piazza un tripudio di genti.
Tra nitriti di cavalli e bulloni di carrozze,
un garzone di borgata suonava la fisarmonica :
sui tavoli il vino rosso delle brocche e una manciata di carrube,
ad angolo una coppia incrocia i passi svelti di una milonga,
seduti sugli sgabelli ombre appisolate di anime recalcitanti
tessono la malinconia come un fascio di meduse;
Ancora dolore ,
ancora quelll’agonia maldicente,
dentro di te !
Perchè?
Per quello che non hai ? per la lingua che non parli ?
Per quella Italia che non c’e’ più?
Ascoltami invece ,
non osare la parola ,
afferrami tutta e anima il mio corpo del fiato per sopravvivere ,
consuma la tristezza sul mio labbro.
perchè io conosco bene l’esilio del tuo cuore e questa miseria
che si attarda sulle polveri della nostra spelonca.
Non volgiamogli le spalle ,ma attraversiamo il mondo
tenendoci stretti
in questo tango
mentre tu piangi.
Dedicato a tutti i cuori d’Italia emigrati in Argentina per fame.
Dedicato ai miei avi.
Roberta Galatolo
Per Micmac 71: non copiare Wystan Auden!!! (v. la citazione nel film “Quattro matrimoni e un funerale). Bricconcello!
Ho letto e ascoltato in giro strani commenti sulla “mirada”, ho letto e ascoltato strane parole di dissenso e imbarazzo verso l’invito, che definirei, ribaltato. Non c’è il rischio, mi chiedo,celato dietro queste parole vaganti, di ridurre l’Esperienza del tango a regole di “supposta” buona educazione, sempre condivisa se autentica, ma troppo spesso disarmata da un affettato e camaleontico perbenismo? Restare sul ciglio delle regole temo nasconda l’imbarazzo ad andare oltre. Quest’oltre è così difficile da contattare prima in sè, e poi da trasmettere attraverso il tango,a tal punto da costruire barricate sempre più alienanti.? E’ così difficile, mi chiedo, lasciare scattare in sè tenerezza e amicizia, passione e trasporto, fastidio e noia? Sono così pericolose queste emozioni, mi chiedo? E’ magnetico il mio tango e il tango che dono, ma cosa c’è di magnetico in uno sguardo scivoloso? Le “mirade” sono molto di più, e spaventano o catturano. Ho imparato nel tempo, e a partire da me, quanto desiderio di conoscere l’altro si nasconde dietro una “mirada”, un’attesa o un invito. Questa è la perla. Se si sentisse vibrare l’emozione in sè e nell’altro, se si sentisse il desiderio contemporaneamente in sè e nell’altro di interpretare quell’attimo di magia, se si sentisse l’altro come la realizzqzione dell’attimo di un sogno atteso e lontano, si renderebbe sempre un omaggio autentico e giocoso al tango. Si disperderebbero le tempeste e le disquisizioni vane e rumorose, si ascolterebbe l’altro attraverso la musica che scivola i nostri piedi, e si apprezzerebbe il silenzio del respiro. Anche l’attesa e l’invito sono tempi vissuti e il tango è la musica del tempo vissuto.
Serve tutto: servono gli sguardi, i tacchi, gli ammiccamenti, le attese, i profumi e gli odori, i sorrisi, gli inviti e i rifiuti, serve l’imbarazzo e l’euforia, serve il contatto e la libertà, Serve all’esperienza del tango un abbraccio esperto e rotondo nel movimento di dosare e amalgameare tutti gli ingredienti, per far nascere da tempi e spazi lontani la magia dell’incontro tra desideri. Tutto questo, temo, spaventa e genera rumore, tutto questo, liberamente, attrae e genera il tempo vissuto del tango. Grazie per lo spazio e il tempo donato ad un’emozione
x omaggio a..: scusami , ma leggendo il tuo mess. io non riesco a capire quello che vuoi dire…. sarà sicuramente colpa mia.. ma non riesco ad estrarre il ” QUINDI ” del tuo pensiero..
Mi dispiace sarò più esplicita la prossima volta. Anche se non sò se mi interessa esserlo. Grazie lo stesso per avermi letto.
Cmq a me interessava veramente quello che volevi dire..
“esplicita”?..allora sei 1 LEI?…sai che, invece, pensavo che eri 1 lui, anzi eri LUI!!!
…infatti mi pareva strano..
Bene A.A.A., scoperto il mistero, sono una lei e non sono LUI. Piuttosto se ti “pareva strano” , immaggino non ti aspettavi che potesse esprimere così le proprie emozioni. Bene allora, forse non ne vale la pena, o fose sì, ma in ogni caso cerca ancora, troverai, di certo, un battito in volo che si poggia sulla tua caviglia scoperta. Per il resto non preoccuparti perchè spesso non mi capisco nemmeno io. un saluto
Errata corrige immagino, scusa.
…Bene!
…non mi convinci in toto, ma ..
…Bene!
Ciao
Raccontano che mentra balla uno spirito abiti la sua anima
e nel suo cuore palpiti la voce di una chitarra.
Dicono che sia cresciuto, sognando passo dopo passo,
cose di un tempo d’infanzia..coreografie di tango.
Se n’è andato da Avellaneda… per conquistare altri cieli
con un dolore sulla pelle, i suoi sogni hanno preso il volo.
Oggi ballano con lui tutte le muse del tango
ogni suo passo è una pennellata ed ogni abbraccio un miracolo.
Ballerino che cerchi il tuo destino in ogni tango
la vita diventa poesia ed un pentagramma il cammino.
Uomo, cuore di bambino che va di abbraccio in abbraccio
condividendo pelle a pelle, bacio a bacio, passo a passo.
Raccontano che ballando a notte diventi lunga
e il suo cuore amoreggi con l’alba.
Dicono che con lui ballino le dee del tango,
ogni suo passo è una pennellata ed ogni abbraccio un miracolo @—-
Milonga para Gavito
CERCASI PARTNER DI TANGO ARGENTINO CON IL QUALE CONDIVIDERE LEZIONI E SERATE .SONO UNA PRINCIPIANTE CON TANTA VOGLIA DI IMPARARE MA MI SERVE UN COMPAGNO CHE ABBIA LA STESSA PASSIONE CON IL QUALE ESERCITARMI ANCHE AL DI FUORI DELLE OCCASIONI DI INCONTRO …VOI DEL BLOG POTETE AIUTARMI ?NON ESISTE NESSUNA RUBRICA SPECIALIZZATA IN ANNUNCI PER TANGHERI…AIUTATEMI SE POTETE ..UN ABBRACCIO
il tango è la maledizione che benedice il mio cuore
…….
già……
hai provato a dirglielo………
sempre sperare che non vada tutto perdutp, ma….certe parole hanno bisogno di esssere dette..ed ascoltate….per sanare certe ferite;
scusa diglielo dentro gli occhi…sarà un punto di arrivo e di inizio..speriamo di un nuovo inizio