…quando il tango è relax, sorrisi, risate e nuovi amici…
torno da tre giorni di tango e nella valigia ho messo tanti ricordi… ricordi che da una maratona di tango non mi sarei aspettata…
tornando a Palermo l’adrenalina è a mille, soppianta la stanchezza di tre giorni e due notti in cui io e le mie amiche abbiamo dormito al massimo dieci, undici ore in tutto… quattro ore di viaggio in cui riviviamo ogni momento, ogni episodio, ogni battuta che ci ha fatto ridere fino a star male…. 
il mare, all’altro capo dell’Isola, ha un colore diverso, il riflesso della luce sull’acqua è diverso… è la prima cosa che noto percorrendo le strade che ci portano a Marina di Ragusa per SicilyTangoMarathon…
poi è l’atmosfera cordiale a rendere speciale questa vacanza tanguera, i sorrisi e la disponibilità con cui anche il più piccolo contrattempo si trasforma in un’occasione per familiarizzare…
tanto tango ma niente orari e niente regole… la pratica di chacarera… e poi milonga… e ancora tango fino a notte fonda prima di “dare assalto” ai cornetti caldi e al caffè…
tutti sorridiamo, tutti condividiamo le stesse sensazioni, tutti siamo lì per divertirci… e ci sentiamo subito gruppo, grazie anche a maestri ed organizzatori che hanno trasformato questo evento in un’occasione speciale…
mentre davanti all’hotel aspettiamo per fare strada verso questa lunga notte di tango, Orlando ci prende sottobraccio e decide di venire in macchina con noi… come se fossimo amici da sempre…
ed è sempre lì davanti che un rapporto virtuale si trasforma in una bella amicizia reale… al mio fianco c’è illustrascarpe, “ospite” abituale e sempre gradito di questo blog… con lui e con sua moglie abbiamo passato momenti spensierati, foto, risate e qualche tango… e la promessa di ritrovarci quanto prima anche se ci dividono mille e passa chilometri! 
il giorno dopo un po’ di sole e di mare, a pranzo con Giorgio e Carina, e ancora tango e chacarera, con la gara vinta dall’inedita coppia delle mujeres palermitane, vera rivelazione del concorso subito ribattezzato “i mondiali della chacarera”… sempre con un pizzico di humor e il sorriso sulle labbra…
la notte è lunga… e intanto ci aspetta il pezzo forte della maratona: il concerto dell’Orquestra Tipica Fervor de Buenos Aires… si fanno attendere quaranta minuti buoni questi dieci ragazzetti argentini ma appena iniziano a suonare si fanno perdonare immediatamente… hanno un’età media di trent’anni ma ti trasmettono le emozioni del tango di una volta, il loro modello è Di Sarli sulle cui note ballavano i loro nonni…
in questa sera freddina e umida sono Orlando Farias, Carina Morrudo e Valentin Cruz a esibirsi,
musica e passi per uno spettacolo che diverte e coinvolge… difficile tenere i piedi fermi… e infatti le mujeres palermitane non si fanno pregare e improvvisano, in fondo alla platea, tanghi e inversione di ruoli, mentre lo spettacolo continua….
alle quattro del mattino non ci siamo ancora fermate e insieme agli altri milongueri andiamo a cercare qualcosa da mangiare… inutilmente, andiamo a letto affamate…ma felici…
lunedì la nostra vacanza sta per terminare… non sappiamo che ci attendono ancora tante sorprese… si balla ancora, dal mattino a sera… ma c’è tempo per una scappata a vedere la casa di Montalbano, con tanto di foto con Mimì Augello…
e ancora tango… la Fervor suona e noi balliamo con la loro musica dal vivo… sono giovani come noi, più di noi… e non hanno le arie da grandi divi… si fermano a chiacchierare, a ridere, a scherzare… scattiamo foto, riempiamo la copertina del cd con le loro firme e la loro dedica per tangopalermo…

Javier Arias ha appena 27 anni ed è il fondatore e direttore dell’orchestra… si siede con noi per un’intervista fuori da schemi e formalità… come piace a noi…
“La nostra orchestra è nata piano piano - ci racconta - , un elemento per volta. Siamo un gruppo numeroso e non è facile trovare la giusta armonia. L’orchestra è stata fondata nel marzo del 2003, a febbraio del 2004 abbiamo fatto il nostro primo concerto. Ci sono stati tanti cambiamenti in questo periodo…”. Gli chiediamo se questa è la formazione definitiva, alza le spalle e sorride: “Speriamo… è difficile mantenere un gruppo così grande…”. Nell’epoca dell’elettronica questi giovanissimi musicisti hanno scelto però il tango tradizionale: “La musica elettronica non mi trasmette emozioni - continua Javier - . Il tango che sentiamo nostro è quello della decade de oro, una musica molto più libera e ballabile. E sono sempre le emozioni a guidarmi quando compongo. É il caso di E.G.B, mentre lo scrivevo mi lasciavo travolgere dalla forza ritmica e dalla melodia dell’orchestra”. Una musica da ballare, come una volta quando i vecchi milongueri di Baires danzavano sulle note delle orchestre, senza cd, senza tracce audio, senza musicalizador. E il progetto di Javier, che piano piano prende forma, è quello di una milonga tutta loro, in Aimirante Brown 736, nel quartiere de la Boca. “È uno spazio nostro - spiega - perchè per noi la milonga è come casa nostra”. Una casa in cui sogna di diventare il Di Sarli degli anni duemila…
la Sicilia, a Marina di Ragusa, è la prima e unica tappa nel Sud d’Italia, “qui la sintonia con il pubblico è grande perché ci sono tanti punti in comune con il modo di sentire degli argentini”… ci saluta e torna al suo pianoforte…
alle otto di sera la musica finisce, fra applausi e altre foto ricordo… torniamo a prendere le valigie in hotel ma non abbiamo nessuna voglia di tornare a casa… mentre carichiamo i bagagli Mariano, il contrabassista, ci invita sulla spiaggia a vedere il tramonto con lui e gli altri componenti dell’orchestra… ci lasciamo tentare per un attimo… poi in un barlume di buonsenso ci infiliamo in macchina e ci avviamo verso casa… dopo gli ultimi abbracci e… pliiin!
… è questo il tango che ci piace… grazie a tutti, ad Angelo, a Barbara, a Sasà, a Paolo, a Giorgio 1 e Giorgio 2, a Carina, a Orlando, a Valentin, ai Fervor…. a tutti quelli che hanno permesso tutto ciò e a tutti quelli che lo hanno vissuto con questo spirito…
nda: grazie a Rosarossa per l’impostazione grafica di questo post, ad Anna e Concetta per le foto che mi hanno mandato… ed a Denis di Tangheri che ha immortalato la chacarera delle mujeres palermitane…